Privacy: Iannini, serve sinergia tra Autorità garanti

“Con il nuovo regolamento sui dati personali si responsabilizza di più il titolare del trattamento.

L’Autorità garante ha assunto quindi un ruolo meno regolatorio e più di osservazione”. Lo ha detto Augusta Iannini, vicepresidente del Garante per la protezione dei dati personali, durante l’incontro su “La nuova disciplina sulla protezione dei dati personali ed il ruolo delle autorità garanti” all’Accademia dei Pericolanti nell’Università di Messina, organizzato dall’Ateneo e dal Corecom Sicilia, presieduto dalla professoressa Maria Astone. “Nel caso in cui le regole vengano violate – ha aggiunto – il trattamento sanzionatorio è molto pesante e quindi l’Autorità recupera in pieno il suo ruolo, così come lo recupera per la funzione regolatoria per quelle materie per le quali è stato lasciata discrezionalità agli Stati membri seppur nella cornice complessiva del nuovo regolamento”. “Il rapporto tra privacy e trasparenza – ha osservato Iannini – si fonda essenzialmente sull’informativa che deve essere trasparente, completa e esaustiva perché da lì poi scaturisce il consenso che deve essere informato su tutti i punti che riguardano il trattamento del dato personale. Ci deve essere cooperazione tra tutte le Autorità, la nostra per i dati personali del singolo utente e quelle per la tutela del consumatore. Il regolamento della tutela del dato personale non ci dà strumenti per una collaborazione ma offre spunti per una sinergia con Agcom”. “Su questa tematica della protezione dei dati personali ci sono diversi ambiti di sovrapposizione perché abbiamo una normativa che è quella dell’Antitrust, una che è quella della Privacy e una quella che riguarda il tema dell’informazione e quindi dell’Autorità garante delle comunicazioni” ha osservato Antonio Martusciello, commissario dell’Agcom.

“Ci sono diversi ambiti di sovrapposizione – ha aggiunto – perché noi abbiamo un dato evidentemente personale, ma quando questo viene gestito e diventa ‘Big data’ diventa un elemento di mercato che viene scambiato in termini di informazioni e di profilazione, quindi in qualche misura c’è un’invasione di quella che è la sfera della privacy. Tuttavia c’è anche una conseguenza nell’informazione, poiché tanto più il dato è profilato tanto più essa può essere indirizzata e quindi sorgono problemi di pluralismo. Esistono problemi di mercato del dato, perché chi lo acquisisce lo disaggrega orientandolo in un modo o in un altro. Ci vuole molta attenzione dal punto di vista dell’Antitrust, della Privacy e dell’Autorità per la garanzia delle comunicazioni”. La Presidente del Corecom Sicilia ha osservato che “con l’entrata in vigore della nuova normativa oltre ai compiti del Garante della privacy si possono individuare anche dei compiti che si riferiscono all’Autorità garante per le comunicazioni perchè molte delle attività del trattamento dei dati personali passano attraverso i servizi delle comunicazioni elettroniche e possono incidere anche su altri diritti fondamentali dalla libertà d’informazione, al pluralismo informativo, al diritto degli utenti e dei consumatori”. Per la professoressa Astone si tratta “di una questione importante che dovrà essere affrontata nel prossimo futuro anche alla luce di alcuni testi normativi che provengono dall’Unione Europea come il codice europeo delle comunicazioni elettroniche e il nuovo regolamento della privacy che a breve sarà emanato. Non cambia il ruolo dell’autorità Garante della privacy ma ci saranno nuove competenze in capo ad altre autorità”.

Il rettore dell’Università di Messina Salvatore Cuzzocrea ha sottolineato che l’ateneo è aperto al territorio: “Abbiamo firmato con Agcom una convenzione e speriamo di fare altrettantocon il Garante per la privacy. Questo secondo noi è il modo giusto di rapportarci al territorio e alle altre istituzioni”.

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